LETTERA DEL MOVIMENTO DELLE DONNE DEL KURDISTAN (KOMALÊN JINÊN KURDISTAN) A MARÍA DE JESÚS PATRICIO MARTÍNEZ, PORTAVOCE DEL CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO

19 GIUGNO 2017

Alla compagna María de Jesús Patricio Martínez, rappresentante della
volontà del popolo indigeno del Messico e del Congresso Nazionale
Indigeno.

In primo luogo, vogliamo mandare alla nostra sorella messicana il
nostro più profondo rispetto e il nostro saluto rivoluzionario dalle
montagne del Kurdistan fino alle catene montuose della Sierra Madre
oltreoceano. Nonostante i fiumi, le montagne, i deserti, le valli, i
canyon e i mari che ci separano, siamo fratelli e sorelle indigene, non
importa in che parte del mondo stiamo. La nostra lotta, la nostra
resistenza contro l’occupazione e il colonialismo, il nostro sogno per
una vita libera è comune e in questo senso, come Movimento di
Liberazione del Kurdistan, dichiariamo che consideriamo la lotta per
l’autodeterminazione, l’auto-amministrazione e l’autodifesa dei
popoli indigeni del Messico organizzati nel Congresso Nazionale Indigeno
(CNI) come nostra e la sosteniamo basandoci sui principi della
solidarietà rivoluzionaria. I popoli indigeni sono le vene attraverso
le quali i principi e i valori culturali e sociali dell’umanità
vengono trasmessi dai primi momenti della socializzazione fino ai giorni
nostri. Senza dubbio nessun popolo è superiore AD UN ALTRO, ma in un
momento in cui la modernità capitalista VUOLE distruggere ogni valore
collettivo, i popoli indigeni sono la dimostrazione del tessuto sociale
di TUTTA l’umanità. Migliaia di anni di memoria collettiva risorgono
nelle nostre canzoni, nei nostri rituali, nelle nostre preghiere, nei
nostri tatuaggi, nelle nostre danze e nelle nostre tradizioni. La lotta
per un’identità propria, contro i tentativi della modernità
capitalista di cancellare le radici e la memoria dei nostri popoli, si
trasforma quindi nella più preziosa delle resistenze. Sia in America
Latina che in Kurdistan, le donne guidano questa resistenza. Nei nostri
paesi, che sono stati le culle di migliaia di anni di cultura della dea
madre, la donna e la vita, la donna e la libertà, la donna e la terra,
la donna e la natura sono indissolubilmente vincolate.

In Kurdistan esprimiamo questa realtà con il nostro motto “Jin
Jîyan Azadî”, che significa “Donna Vita Libertà”. Il corpo e
l’anima della donna sono il riflesso dell’universo sulla terra.
Migliaia di anni fa, durante la Rivoluzione Neolitica, furono le donne
tramite la loro organizzazione sociale a guidare tutti i cambiamenti che
resero possibile laCOLTIVAZIONE della terra e l’inizio di una vita
sedentaria in armonia con la natura. Questa è la ragione per la quale
la civilizzazione patriarcale dello stato, che si è manifestata sotto
forma di una controrivoluzione basata sul dominio, sullo sfruttamento e
l’occupazione, ha schiavizzato innanzitutto le donne. Parallelamente
al dominio delle donne è andato accelerando il dominio della natura. È
stato attraverso il dominio della prima natura che è nata la seconda,
entrambe sono state trasformate nelle pinze che la modernità
capitalista ha usato per spremere con forza la società storica e
poterla così distruggere. Il dominio attuale esercitato contro i nostri
popoli è il risultato di questa mentalità. La resistenza nata in nome
dell’autogoverno, dell’autodeterminazione e dell’autodifesa,
rappresenta quindi la lotta più importante che possa essere esercitata
per la libertà.

Noi in Kurdistan abbiamo sviluppato la nostra difesa contro le forze
capitaliste moderne e gli attacchi degli stati colonialisti che occupano
il nostro territorio, illuminati dalle lotte dei popoli indigeni
dell’America Latina. Vogliamo che sappiate che riceviamo
un’ispirazione costante e speciale dalle vostre esperienze di
autogoverno, di buon governo e di comunitarismo. Speriamo che le nostre
esperienze e i nostri successi nella lotta rappresentino allo stesso
modo, anche per voi, delle fonti d’ispirazione. Una delle principali
conquiste del nostro movimento è l’uguaglianza di partecipazione e di
RAPPRESENTANZA delle donne. È il risultato di grandi sacrifici e lotte
intense portate avanti dalle donne, ma ALLA FINE abbiamo ottenuto la
nostra partecipazione PARITARIA in tutti gli organi decisionali. Non
come individui, ma come rappresentanti della volontà organizzata e
collettiva del Movimento di Liberazione delle Donne del Kurdistan,
stiamo prendendo il nostro posto in ogni aspetto della lotta. Con il
nostro sistema di co-presidenze, stabilite dal basso verso l’alto,
rappresentiamo la volontà delle donne in ogni decisione e sviluppiamo
una politica democratica contro le forme centralizzate e patriarcali
della politica tradizionale. Ma per questo è stato necessario diventare
definitivamente una forza organizzata. Essere organizzate è il criterio
più importante per raggiungere la vittoria. Nella misura in cui saremo
organizzate, RIUSCIREMO A resistere contro il sistema colonialista e
dominante e di costruire la nostra alternativa di governo. In tal senso,
l’organizzazione è la nostra arma principale di autodifesa. In
passato molti popoli e movimenti non sono riusciti ad ottenere i
risultati sperati perché non ERANO SUFFICIENTEMENTEorganizzati. Non è
stato possibile trasformare alcuni momenti storici in grandi vittorie
proprio per questa mancanza di organizzazione. Forse non è stato capito
fino in fondo il significato di questo fatto, ma oggi siamo in
un’altra epoca. Ci troviamo di fronte al dovere di moltiplicare i
nostri sforzi per aumentare il livello di organizzazione di fronte a
questa nuova opportunità di vittoria, in un momento in cui il sistema
capitalista moderno STA ATTRAVERSANDO una profonda crisi nei suoi
aspetti più determinanti. La storia CI CHIEDE questo. Voi come
Congresso Nazionale Indigeno siete stati capaci di riconoscere questa
realtà, dichiarando le elezioni presidenziali in Messico come
un’istanza chiave nel processo che porterà a un aumento del vostro
livello di organizzazione.

Come Movimento di Liberazione delle Donne del Kurdistan vogliamo
esprimere il nostro sostegno a questa decisione, basandoci sulla
convinzione che questo obiettivo sarà raggiunto e portato a un livello
ancor più alto a partire da queste elezioni e dalle strategie
sviluppate a tal proposito. Il nostro leader Abdullah Öcalan, che dal
1999 è incarcerato in DURISSIME condizioni di isolamento dallo stato
colonialista turco, ha fatto un’analisi molto importante rispetto a
tutto ciò verso la fine del XX secolo. Il nostro leader Apo, ha
previsto che il XXI secolo sarebbe stato il secolo della liberazione
delle donne se noi come tali fossimo state capaci di crescere e
determinare i nostri modi e meccanismi di organizzazione. La ragione di
questa conclusione è l’evidente crisi strutturale del sistema
patriarcale, basato sulla nostra schiavitù. Il sistema patriarcale
pretende DI superare questa crisi aumentando i suoi attacchi contro le
donne fino a portarli al livello di una guerra sistematica. Concentrando
i suoi attacchi contro le donne di tutto il mondo con mezzi e metodi
diversi, il sistema cerca di spezzare il cammino che abbiamo inaugurato
verso la liberazione. Gli assassinii delle donne nel vostro paese hanno
raggiunto il livello di un genocidio e le uccisioni di leader donne in
America Latina sono indicatori ancor più concreti di questa realtà.

Vogliamo che sappiate che consideriamo tutte le donne e le leader dei
popoli indigeni che sono state assassinate dalle braccia che agiscono
per il sistema dominante, come nostre martiri e lottiamo anche per far
diventare realtà i loro sogni e le loro speranze. Per noi i martiri non
muoiono. In loro troviamo la forza e LORO rinascono in ogni lotta che
iniziamo. In questo contesto, la decisione del popolo indigeno messicano
di nominare una compagna come rappresentante della propria volontà e
farne la propria candidata alle prossime elezioni presidenziali, è
molto significativa. A tal proposito, la compagna Marichuy non è solo
la portavoce degli indigeni del Messico, ma allo stesso tempo di tutte
le donne del mondo. Consideriamo molto importante e preziosa la
candidatura della compagna Marichuy come rappresentante dei popoli
negati, delle donne schiavizzate e DELLE migliaia di anni di saggezza
ancestrale che la modernità capitalista vuole far sparire.

Come Movimento di Liberazione delle Donne del Kurdistan dichiariamo
tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà alla compagna e al
Congresso Nazionale Indigeno, non solo in questo momento di congiuntura
elettorale, ma per tutta la lotta che il suo Movimento sta portando
avanti. Sappiamo che non è rilevante di per sé il risultato delle
elezioni, visto che è solo uno dei sentieri che i popoli indigeni del
Messico hanno aperto in questo processo e in questa fase particolare
della lotta. In questo senso la vittoria è già data. Perché il
sistema capitalista moderno si alimenta delle divisioni delle forze e
della disorganizzazione dei popoli e della società che vuole dominare;
voi però avete già costruito il terreno per il successo formando la
vostra unità organizzata. D’ora in avanti è importante non perdere
di vista questo obiettivo, che non è altro che quello di crescere
organizzandosi. Il vostro successo sarà il nostro. La nostra lotta è
la vostra. Siamo il popolo fratello delle montagne che sono nate dalle
stesse acque profonde. Persino dalle nostre lingue diverse condividiamo
gli stessi sogni, ci innamoriamo delle stesse utopie e resistiamo in
onore dello stesso amore. Da qui vi mandiamo tutta la forza necessaria
ad affrontare questa nuova tappa, vi salutiamo con i nostri sentimenti
rivoluzionari più genuini e vi abbracciamo con tutta la nostra
solidarietà e tutto il nostro cameratismo.

Viva la fratellanza dei Popoli!

Viva l’Internazionalismo Rivoluzionario!

Donna Vita Libertà! Jin Jîyan Azadî

Coordinamento del Movimento delle Donne del Kurdistan Komalên Jinên
Kurdistan (KJK)

7 giugno 2017